Torniamo in Codera. Federico ci rassicura, in caso di pioggia c’è la Centralina. Allora partiamo, lenti come lumache finalmente arriviamo a Novate alle 11, in tempo per un bianchino e un po’ di spesa. In fondo, chi ci corre dietro?
Scegliamo l’orario peggiore per iniziare gli scalini, fa un caldo che si crepa e cominciamo a sudare tutte e sette le camicie che possiamo sudare. Follia… ma già all’Avedee iniziano le prime gocce, fa più fresco, una piccola sosta e già il cammino è più leggero. Lungo tutto il percorso le chiacchiere con il cuginetto mi tengono all’erta, voglio cercare di capire lui per vedere se si può capire il mondo. Non è facile, ma ci divertiamo a provarci.
Codera ci si apre davanti quasi senza fatica, arriviamo alla Centralina e troviamo Ernesto che ci accoglie come vecchi amici. Non è il caso di proseguire ora, minaccia brutto e non vale la pena rischiare. Rimaniamo tranquilli, mangiamo, spacchiamo due ciocchetti di legna giusto per dire che abbiamo contribuito all’economia complessiva della casa. I pizzoccheri di Andrea sono un portento, c’è talmente tanto formaggio che potremmo farne dei chili… serata tranquilla, chiacchierata con Ernesto (che pensandoci coppia non ha cenato con noi, che tenero! Non aveva capito che aveva di fronte i cuginetti!) e… luna piena. Piena e bella come un faro nella notte.
Il risveglio è bigio, giornata uggiosa. Ma prendiamo l’iniziativa, avanti, si prosegue. Bresciadega e Brasca ci aspettano. Mai decisione è stata più saggia! Quanto è bella la Codera quando si apre e ti fa respirare, quando il sentiero corre vicino al torrente e si allarga alle Saline e poi a Bresciadega… Pochissima gente, aria rarefatta e silezio interrotto solo dal rumore del torrente. Il Brasca ci saluta quieto, ci rifocilla e ci coccola con dolcezza. Sono così felice di essere quassù che tutto mi sembra avere un senso.
I porcini rapiscono il cuginetto lungo il sentiero del ritorno, ci mettiamo una vita a tornare alla Centralina e poi ruzzoliamo a valle per tornare a Milano in tempo per un piatto di tagliatelle che li ammazzino a dovere. Anche Luca è della partita e la serata chiude due giorni di serenità.
E’ bello avere degli amici. In montagna e in città, al Brasca e in corso Sempione.
Non riescono a scaldare via l’inverno, ma a modo loro cercano di non farti sentire la malinconia.
Anna – 29.VIII.2007