O Fortuna, velut Luna statu variabilis, semper crescis aut decrescis;
vita detestabilis nunc obdurat et nunc curat ludo mentis aciem,
egestatem potestatem dissolvit ut glaciem.
Sors immanis et inanis rota tu volubilis status malus
vana salus semper dissolubilis,
obumbrata et velata mihi quoque niteris;
nunc per ludum dorsum nudum fero tui sceleris.
Sors salutis et virtutis mihi nunc contraria
est affectus et defectus semper in angaria.
Hac in hora sine mora cordum pulsum tangite;
quod per sortem sternit fortem mecum omnes plangite!
Carmina Burana, musicati da Carl Orff
Quando sento questo carme penso a Edo.
E un po’ anche a Beppe Grillo, che lo aveva scelto come introduzione a uno spettacolo di mille anni fa: un ingresso quasi apocalittico, con tuoni e fulmini ad accompagnarlo, coperto da un saio di juta grezza.
Edo lo interpreta a modo suo, ho in mente il suo spartito con me che estasiata leggo finalmente le parole di un canto che mi sembrava emissione di suoni senza logica, anche se molto emozionante da ascoltare.
Chissà perché stasera m’é venuto in mente tutto questo.
Non riesco a spiegarmelo.
Eppure c’é un senso per tutto, anche se non lo trovo immediatamente.
Tante cose da fare. Troppe. Vado.
Anna, 26.XI.2007
P.S. io mi tengo la traduzione sottomano…
O Fortuna, cangi di forma come la luna, sempre cresci o cali; l’odiosa vita ora abbatte ora conforta a turno le brame della mente, dissolve come ghiaccio miseria e potenza. Sorte possente e vana, cangiante ruota, maligna natura, vuota prosperità che sempre si dissolve, ombrosa e velata sovrasti me pure; ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda. Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse, tormenti e privazioni sempre mi tormentano. In quest’ora senza indugio risuonino le vostre corde; come me piangete tutti: a caso ella abbatte il forte!

Sono Doaa dall’Egitto
parlo l’italiano
mi piace molto il tuo tradizione
voglio essere amici
il mio Email e’ doaadante@hotmail.com
a presto