Ieri sono rimasta a casa a guardare film, Giovanna me ne ha lasciati alcuni sul disco esterno e finalmente ho potuto godermeli. Mi ha consigliato Little Miss Sunshine e l’ho guardato. Uhm, no, bruttino.
E poi… Essere John Malkovich. E’ la sua serata.
Me ne ha parlato Giovanni durante il corso, raccontando lo stile geniale di Kaufman, stupito che non avessi visto questo con Malkovich e l’altro, Se mi lasci ti cancello, con Jim Carrey.
Una storia geniale, tutto trova un posto adeguato in modo coerente, a partire dai soffitti bassi del settimo piano e mezzo. Che immagine…
Essere qualcun altro, vivere la vita nel corpo di un altro, fisicamente nel film, metaforicamente nella vita.
Assaporare il senso della vita uscendo da sé, guardando il mondo con gli occhi di qualcun altro.
Craig non avrebbe mai fatto fortuna come marionettista, come invece ha potuto fare nei panni di John Horatio: questa è una verità che mi ha fatto provare – forse – comprensione per lui.
E ancora di più la disperazione di amare qualcuno che non ci ama, e far di tutto per diventare l’oggetto del suo desiderio, fino a diventare fisicamente qualcun altro.
Non svelo il finale, che mi ha però lasciato un po’ di amaro in bocca.
Forse perché mi sono immedesimata nel personaggio sbagliato. O in quello giusto, non so dire.
Un’unica nota stonata nella traduzione: le marionette e i burattini non sono la stessa cosa.
E quindi un marionettista non è un burattinaio e viceversa.
Possibile che nessuno fra i traduttori si sia dato la pena di curare l’uso del termine corretto?
Anna, 8 novembre 2008

ah ecco…. stavo per scriverti. non puoi lasciare i tuoi lettori all’asciutto per così tanto tempo. brava che sei tornat, ero preoccupato. ti abbraccio. gio.
Eh eh, gio, come mi scrivesti mentre ero a New York… ci sono momenti in cui è meglio vivere che scrivere. E io ho seguito il consiglio!
No, non ti mettere in agitazione, non c’è nessun uomo che c’entri con questa frase!
Anna
PS mentre scrivevo queste parole m’è tornata alla mente questa citazione dalla Bohème che era in un résumé. Mi fa pensare a te, non so dire se sia un complimento o meno, però è la verità…
[...] Aspetti, signorina,
le diro con due parole
chi son, e che faccio, come vivo. Vuole?
Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo!
Mettersi nei panni degli altri secondo me non va bene.
Perché ognuno porta da solo il proprio zaino.
Meglio mettersi in sintonia con gli altri. Cercare di assumere il suo punto di vista.
Ma vivere davvero l’empatia e la simpatia per i nostri simili, almeno per qualcuno di essi, è un dono raro.
La maggior parte delle persone si indurisce, e vive (in)difesa, o immaginando di essere qualcun altro.
Perché a essere empatici e simpatici si soffre molto, e la maggioranza rifugge tout-court la sofferenza.
Ma non sa le gioie profonde che si perde: amore, amicizia, musica, cucina, strada.
Adelante, cara Anna.
(Giovanni sei un grande)
Hai ragione, ma certe volte si è deboli e si pensa che tutto sarebbe diverso se noi fossimo diversi. Attuare il cambiamento è tutt’altro che impresa alla portata di tutti, e sognare di esser qualcun altro che si vede più forte, più bravo, più amato, più… semplicemente più bravo a vivere la vita che vorremmo fosse la nostra… ecco, è meno faticoso.
Non sempre si hanno le energie per attuare il cambiamento, e allora si sogna di poterlo realizzare senza dover far nulla.
E poi ci sono dei cambiamenti che non sono alla nostra portata, ed è difficile ammetterlo.
Se qualcuno non ci ama o ama altri, non c’é cambiamento che tenga, e Craig lo sperimenta in modo così forte da non vedere altro modo che… essere qualcun altro. Non cambiare, ma rubare. Rubare la vita a un altro per poter essere amato dalla donna che non riesce a togliersi dalla testa.
E ovviamente non funziona.
Mi è venuto in mente il film con Jim Carrie, Una settimana da Dio.
Anche in quella storia c’é una donna amata che non ricambia, e Carrie vorrebbe costringerla ad amarlo.
Ed è lapidario il Padreterno che lo rimprovera, ricordandogli che nemmeno Lui, l’Onnipotente, può obbligare qualcuno ad amarlo…
E’ verità sacrosanta… Epperò è una verità che fa soffrire.
ciao!
Anna
Immorale. Farsi aspettare così tanto per chi viene a vedere una tua parola. Sei una donna immorale. Lo sai vero ? gio.