Mi è sempre piaciuto discutere. Non per vis polemica, ma per il desiderio di sviscerare, ragionare, arrivare a sminuzzare, a mettere a nudo una cosa e capirla nelle sue parti costituenti. Capire il come e ragionare sul perché.
Discutere con Giovanni significa esporsi a un giudizio spietato, che fa piazza pulita di quello che pensi essere il fondamento del tuo ragionamento e che richiede di ridiscutere anche quello che pensavi fosse assodato.
E’ faticoso, ma allo stesso tempo è stimolante e interessante.
Perché se è vero che siamo sempre in ricerca, che cresciamo sempre e non siamo mai uguali a quelli che eravamo fino al giorno prima, abbiamo – ho – bisogno di capire se il punto di partenza funziona o meno. E lo posso fare solo con l’aiuto di qualcun altro diverso da me e dal mio universo di riferimento, altrimenti non arriverò mai a toccare le pieghe, talvolta scomode, che lascio da parte.
Non è vero, poi, che siamo così diversi: anche a Giovanni piace discutere e sviscerare, ed è tanto ostinato quanto onesto nel suo ragionare e portare alla luce ogni cosa.

Panorama alpino
Oggi mi hanno regalato un libro, si intitola venuto al mondo, di Margaret Mazzantini.
Una storia di Bosnia scritta da un’italiana, ne avevo sentito parlare a Sarajevo da un amico interprete che l’aveva scarrozzata in giro per villaggi e città quando raccoglieva materiale, emozioni, tradizioni, idee allorché si mise in testa di lavorare a quel progetto editoriale.
La quarta di copertina recita
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato, e quasi sempre abbiamo perso.
E’ amara come talvolta è amaro Giovanni e mi ferisce.
Forse, come spesso ferisce la verità.
Anna, 23.XII.08
Mi spiace essere stato polemico, ti chiedo scusa. Non abbiamo versioni diverse del mondo: abbiamo entrambi la più ragionevole versione di mondi diversi. Siamo molto più vicini e molto più lontani. Extraterrestri che si muovono in modo simile, ma senza permessi di soggiorno nel mondo dell’altro. Non è così fra noi due, è così per tutti credo: mariti mogli figli amanti. Per questo – credo – non ho mai potuto far parte di un gruppo. Una volta andai a consegnare un pacco per conto di mio fratello, a un certo don Galli dell’Azione Cattolica. Lui mi guardò – avrò avuto sedici anni – e scrutandomi tentava di capire come mai con un fratello come quello che vantavo io, così attivo lì da loro, io ne fossi completamente assente. Mi disse: “Perché non vieni a trovarci una volta, frequenti già altri gruppi ?”
“No – dissi io sentendo odore di arruolamento – nessun gruppo”.
lui mi guardò: “Beh, ma come dev’essere triste il mondo visto da una finestra da soli”.
Ci pensai un secondo, a me alla finestra. e gli dissi: “E’ vero. E non voglio immaginare come sarebbe stare comunque a una finestra sola, ma in 150″.
Maleducato, come vedi, lo sono sempre stato. Ma condividere un punto di vista per me significa mettere a confronto punti di vista irrimediabilmente diversi, non partecipare dello stesso perché non è mai vero. dentro di noi, credo che lo sappiamo tutti.
Per questo ti ringrazio della discussione dell’altro giorno, perché non abbiamo fatto i ragazzi dell’Azione Cattolica. Abbiamo detto e ascoltato. E alla fine dicevamo la stessa cosa nei nostri mondi lontani: perché Elena non c’è più? Se Tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.
ti abbraccio, buon Natale a te e a tutti quelli che passano di qui. gio.
Ehi, voi due (e quelle/i che passano di qui), sentite questa:
“… certamente il mondo monastico ha la presunzione di guardare le cose da un punto di vista molto alto, quello di Dio stesso, ma se ogni giorno si potesse guardare la quotidianità con uno sguardo particolare, forse non ci sembrerebbe così difficile.
E sempre, paradossalmente, poi si scopre che questo punto alto è radicato nella profondità della nostra esistenza, del nostro cuore, della nostra coscienza, della nostra quotidianità.
Nei primi secoli si diceva: Gesù era talmente uomo da essere Dio!”.
p. Natale Brescianini, Eremo di Monte Giove – Fano
http://www.eremomontegiove.it/
Mondi lontani; mondi vicini…
Lontano da chi? Lontano da dove?
Un augurio, per tutte/i noi, di essere sempre più “uomini e donne umanizzati” (Enzo Bianchi).
Con amicizia,
Elio
Ciao Elio, auguro anche a te un buon anno, sempre nella luce della tua chiarezza. Dev’essere così tiepido lì dentro… ti invidio! ciao, gio.
Grazie, Gio.
Qui dentro non è tiepido, ma proprio caldo…
Ricambio gli auguri a te, ad Anna, e a chi passa di qua.
Elio
“Tu sai che l’amore è fuoco e, senza dubbio, il fuoco richiede un alimento per ardere. Ma presta attenzione a non gettarvi ciò che produce soprattutto fumo e cattivo odore. La forza dell’amore è tale per cui tu sei, necessariamente, simile a ciò che ami, e sei trasformata – per la stessa comunione dell’amore – a somiglianza di ciò cui ti unisci per mezzo dell’affetto” (Ugo di San Vittore, De Arra Anime)