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Archive for agosto 2007

Il 29 in Codera, il 31 a Milano. Il 29 cercando silenzio in una valle amica, senza sapere dove continuare la via una volta tornata a casa. Il 31 a casa, con una nuova prospettiva da cui guardare all’anno che si apre: maestra. Così mi guardo allo specchio e comincio a capire che si riparte per davvero, che la strada si è aperta, che Lui comincia a darmi dei segni che si capiscono. Un balzo, dal 29 al 31. E in mezzo il 30 e i 30 che ho salutato. In una giornata bigia, dentro e fuori da me. Una malinconia stupida che mi ha lasciata senza forze di fronte a tutto ciò che avrei potuto fare e non ho fatto. Una giornata sospesa fra il prima e il dopo, tutto, niente, tutto. Ho ripreso le forze, ho recuperato le energie che sembravano sommerse sotto i pensieri e i dubbi. Una serata che pareva inutile ha riacceso invece la scintilla nei miei occhi e mi ha rigenerata: la dolcezza del Bibi, l’allegria delle pulzelle, la tristezza di Maurizio che cercava una via per uscire dal cuore in ogni modo e in ogni parola. Rigenerata e bagnata dal diluvio è ieri che è iniziato l’oggi, come sempre accade quando il futuro è figlio di un presente fecondo.

Tommaso Micheletti

Questa mattina ho conosciuto Tommaso. Un topino addormentato, quieto e beato, appagato nella sua serenità. E poi la telefonata dalla scuola. Le mie lacrime, l’angoscia iniziale di fronte alla frontiera che si fa nuovo inizio della via, e poi lasciarsi invadere dalla felicità di avere di fronte il futuro che prende forma e che avrà la forma di volti di bambini, Poche parole liberate nell’etere mi hanno restituito il calore della presenza degli amici, dei miei.

E le parole di Francesca, che ha capito fino in fondo le lacrime che neppure ha visto: lunedì sarò maestra, anzi, Maestra.
Come la nonna Livia.

Anna, 31.VIII.2007

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Torniamo in Codera. Federico ci rassicura, in caso di pioggia c’è la Centralina. Allora partiamo, lenti come lumache finalmente arriviamo a Novate alle 11, in tempo per un bianchino e un po’ di spesa. In fondo, chi ci corre dietro?

Scegliamo l’orario peggiore per iniziare gli scalini, fa un caldo che si crepa e cominciamo a sudare tutte e sette le camicie che possiamo sudare. Follia… ma già all’Avedee iniziano le prime gocce, fa più fresco, una piccola sosta e già il cammino è più leggero. Lungo tutto il percorso le chiacchiere con il cuginetto mi tengono all’erta, voglio cercare di capire lui per vedere se si può capire il mondo. Non è facile, ma ci divertiamo a provarci.

Codera ci si apre davanti quasi senza fatica, arriviamo alla Centralina e troviamo Ernesto che ci accoglie come vecchi amici. Non è il caso di proseguire ora, minaccia brutto e non vale la pena rischiare. Rimaniamo tranquilli, mangiamo, spacchiamo due ciocchetti di legna giusto per dire che abbiamo contribuito all’economia complessiva della casa. I pizzoccheri di Andrea sono un portento, c’è talmente tanto formaggio che potremmo farne dei chili… serata tranquilla, chiacchierata con Ernesto (che pensandoci coppia non ha cenato con noi, che tenero! Non aveva capito che aveva di fronte i cuginetti!) e… luna piena. Piena e bella come un faro nella notte.

Il risveglio è bigio, giornata uggiosa. Ma prendiamo l’iniziativa, avanti, si prosegue. Bresciadega e Brasca ci aspettano. Mai decisione è stata più saggia! Quanto è bella la Codera quando si apre e ti fa respirare, quando il sentiero corre vicino al torrente e si allarga alle Saline e poi a Bresciadega… Pochissima gente, aria rarefatta e silezio interrotto solo dal rumore del torrente. Il Brasca ci saluta quieto, ci rifocilla e ci coccola con dolcezza. Sono così felice di essere quassù che tutto mi sembra avere un senso.

Rifugio Brasca

I porcini rapiscono il cuginetto lungo il sentiero del ritorno, ci mettiamo una vita a tornare alla Centralina e poi ruzzoliamo a valle per tornare a Milano in tempo per un piatto di tagliatelle che li ammazzino a dovere. Anche Luca è della partita e la serata chiude due giorni di serenità.

E’ bello avere degli amici. In montagna e in città, al Brasca e in corso Sempione.
Non riescono a scaldare via l’inverno, ma a modo loro cercano di non farti sentire la malinconia.

Anna – 29.VIII.2007

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Il ritmo dei miei passi

Camminare, ma stavolta in montagna, lungo i sentieri che portano fino in cima alla vetta. Di questo, ora, ho bisogno.
Torno da un viaggio che mi ha portato su strade straniere, per incontrare persone, ritrovare amici lontani, ripercorrere percorsi che furono di guerra e che ora cercano la pace.
Ho ascoltato, parlato, ragionato, riso e sofferto in terre che amo e che sento amarmi. Ora, però, cerco i miei sentieri, le mie vie.
E posso farlo solo nel silenzio della montagna.
Basterà qualche giorno, ma sento che ora, proprio ora, il silenzio che avrò intorno mi aiuterà a far silenzio dentro di me.
E potrò finalmente ascoltare il ritmo del mio cuore, che troppo spesso confondo con il ritmo del cuore del mondo.
Grazie, cuginetto, sai cogliere l’attimo e trasformarlo in passi dei miei scarponi.
Buon cammino a tutti e due…
Anna
28.VIII.2007

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