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Archive for ottobre 2007

Hic et nunc

Sto correndo troppo e comincio a perdere i dettagli, che spesso per me sono la cosa più importante, che fa la differenza fra qualcosa fatto e qualcosa fatto bene.

Devo impormi attenzioni e ritmi diversi, in modo da non dover tornare a metter mano a ciò che faccio.
E’ un esercizio difficile, ma a suo modo una sfida interessante: mi devo concentrare perché sia… buona la prima. E’ raro che al primo ciak le cose funzionino e che non serva ripetere la scena, quando accade ce lo si ricorda. Non posso certo aspirare a far tutto bene al primo colpo, ma di certo posso concentrarmi e sforzarmi per porre attenzione a quel che dico, che faccio, che commento, che preparo… pensando che non ci saranno né tempo né modo per rifare e curare i dettagli.

Ciak

E’ un esercizio utile, per me che spesso non riesco a sfruttare bene le occasioni, che penso sempre che ci sarà un momento migliore e più adatto, che non dico o faccio quel che poi mi rendo conto (sempre dopo…) che avrei voluto dire o fare.  Perché abituata in questo modo talvolta finisco col perdere i treni, perché spesso il momento giusto non ho saputo riconoscerlo ed è passato via…

E’ brutto dire vivere ogni momento come fosse l’ultimo.
Meglio pensare di vivere ogni momento come fosse unico.

Perché di fatto lo è.

Anna, 29.X.2007

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Ci eravamo conosciuti oltre dieci anni fa. In rete, questo strano strumento che fin da allora percepivo più come un luogo che come un mezzo. E ora…
Una telefonata di Sandro mi lascia senza parole, il suo tono severo e asciutto stride con l’euforia con cui rispondo, pronta a raccontargli la mia nuova vita.

“Ti devo dare una brutta notizia. Robert è morto”.

Scompare in un momento tutto il fiume di parole che avrei pronunciato d’un fiato.
Resto immobile, muta, fisso il muro grigio dall’altra parte della strada.
Non è possibile, non sto capendo bene, qualcosa non torna.

Eppure è così. Un altro pezzetto del gruppo che siamo stati se n’é andato.
Con un coup de teatre, forse, o alla chetichella, come i bimbi monelli.
Rob il cavallo pazzo che più pazzo è difficile immaginarlo, Rob l’aviatore con una geografia familiare da libro di avventure, Rob l’attaccabrighe per carattere e per divertimento, Rob innamorato di Carla ancora come al primo appuntamento, Rob felice di vedere Sarah crescere ogni giorno più bella, Rob vitale nello scegliere parole e immagini per raccontarci il mondo, Rob sempre felice di incontrarmi in giro e di sapere di me.

Questa sera, appena prima di cena, è nato Giorgio.

Sentimenti contrastanti popolano il mio cuore.
Il dolore e la gioia si mescolano senza pudore, come la morte e la vita.
Buon viaggio, compagno Landon.
Ben arrivato fra noi, piccolo Giò.

Anna, 24.X.2007

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Ho iniziato. Oggi ho iniziato. Primo pomeriggio di corsi SILSIS.

Dato che ancora non ho sciolto le (mie) riserve, ho seguito sia fisica che matematica.
La confusione regna sovrana. No, non parlo dell’organizzazione Silsis, che di default fa acqua da tutte le parti e già so sarà per me causa perlomeno di un piccolo esaurimento nervoso.
Parlo proprio della confusione nella mia testa.

Il mago dei numeri oppure La fisica produce coppie!

Il mago dei numeri mi tenta, ma il mio conto aperto è con lo zio Albert e i suoi amichetti, nel profondo del cuore lo so.
Oggi due ore di struttura della materia.
Pesantissimo, erano anni che non sedevo ai banchi a lezione.
Due ore che mi sono sembrate duemila…

Eppure. Eppure forse è proprio da fisica che devo ricominciare tutto.
Lì ho sputato il sangue, versato lacrime e messo in dubbio di potercela fare.
E da lì comincerò a riconciliarmi con il mondo della Scienza.

Mi iscriverò quando sarò tornata da Sarajevo.
Com’è come non è… quando devo prendere una decisione c’è sempre di mezzo un viaggio da quelle parti.

Anna, 22.X.2007

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Ai genitori piace parlare molto dei loro figli.
Spesso, però, parlano poco con i loro figli.

Ai genitori piace molto ascoltare qualcuno che parli dei loro figli.
Spesso, però, ascoltano poco i loro figli.

Com’è ‘sta storia?

Mi ha detto un’amica che non posso capire queste cose perché non sono madre.
Allora mi sono scritta queste frasi su un pezzo di carta, devo trovare il modo per conservarlo e tirarlo fuori a tempo debito.

Quando sarò madre non potrò non capire.

Anna, 18.X.2007

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Musica per l’anima

Singin’, come out if things aren’t said
Shoot an apple off my head
And a trouble that can’t be named
Tigers waitin’ to be tamed

Clocks, The Coldplay

Il suono di un piano, che mi accompagna sereno la sera e riempie la casa con una perfetta armonia. Mi piace ascoltare musica in queste sere, pianisti che sto imparando a conoscere e che mi regalano tranquillità.
Penso che un pianista potrebbe conquistarmi semplicemente suonando.

Un Mozart stonato che prova e riprova

Dopo Einaudi e Allevi, questa sera è la musica dei Coldplay che abita la Scàsetta.
Ritorno con la mente all’estate, al sole, al vento, alla musica che ci ha seguiti e coccolati per giornate intere. Il silenzio di un tramonto, la pace di un angolo di paradiso in cui rifugiarsi a osservare il mondo, le persone, se stessi.
In cui pensare al mondo, alle persone, a sé.

Una serata piacevole, in compagnia, a parlare di scuola e di lavoro, di viaggi e di paesi più o meno lontani, più o meno vicini.

Viviamo circondati da belle persone, dobbiamo solo accorgerci di loro.
E tenercele vicine.

Anna, 16.X.2007

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E ora?

Sembra che sia accaduto un miracolo: ho passato almeno uno dei test per entrare nella scuola di specialità per insegnanti. Se diranno che veramente ho passato anche l’altro, mi troverò ancor più in imbarazzo dovendo scegliere la materia, fisica o matematica.

Non so ancora bene come sia potuto capitare, non so perché è capitato (e il post di ieri ha ancora più senso), ma so che se ora mi decido davvero a iscrivermi a questa scuola… comincerà un periodo così intenso da dimenticar perfino come mi chiamo.

Pensieri prima di un viaggio

Sono un po’ spaventata. Non dallo studio o dall’università, ma dall’essere di corsa, dal dover fare ancor più cose di quelle che devo fare adesso, dal non avere più il tempo per stare tranquilla, per vedere gli amici, per andare in montagna, al cinema, in giro a vedere il mondo.

Eppure se si é in ballo, s’ha da ballare…

Balla balla ballerino
tutta la notte e al mattino non fermarti,
balla su una tavola tra due montagne
e se balli sulle onde del mare
io ti vengo a guardare.
Balla ballerino, Lucio Dalla

Anna, 15.X.2007

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Qualcosa mi sfugge

Alice

Non so che cosa sia, ma c’è qualcosa che mi sfugge.
E’ come se non capissi tutto fino in fondo, come se non riuscissi ad afferrare il senso ultimo delle cose. E di conseguenza non riuscissi a gustarle fino in fondo, con la serena certezza di averle vissute appieno, con la tranquillità di possederle, di conoscerle.

Non capisco neppure da dove derivi questa sensazione di dubbio, sento, però, che ha l’effetto di lasciarmi sospesa a mezz’aria. Aspetto sempre che accada qualcos’altro che mi illuminerà, che mi porterà a comprendere il disegno generale del quale per ora vedo solo piccoli tasselli significanti a loro modo, ma non completi. Sento che ogni cosa ha un senso più profondo e compiuto solo se è inserita nel quadro a cui appartiene.

E sento la mancanza di questo quadro d’insieme, è come se… come se vivessi a pezzetti, come se respirassi piccoli respiri senza mai riuscire a farlo a pieni polmoni.

Da uomo avvertire il tempo sprecato
A farti narrar la vita dagli occhi
E mai poter bere alla coppa d’un fiato, ma
A piccoli sorsi interrotti.

Un malato di cuore, F. De André

Anna, 14.X.2007

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