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Archive for dicembre 2007

A m’arcord!

Questo blog ha avuto inizio con dei fuochi d’artificio, parlavo di Capodanno proprio in uno dei primi messaggi. Parlavo di un anno con due inizi e ora siamo agli sgoccioli…

Iniziamo bene!

Non son brava a fare i bilanci, quindi non farò un bilancio di questo 2007 così mi eviterò la fatica di chiedermi se ho ricordato tutto, se ho messo ogni cosa nella casella giusta, se davvero è corretto considerare entrate alcune entrate e uscite alcune uscite. Tanto poi i conti non mi tornano mai e sono costretta a far finanza creativa per farli tornare, meglio desistere ancor prima di iniziare.

Fare un elenco non è fare un bilancio, e questo mi rasserena.

Se penso al 2007 mi vengono in mente tante cose, episodi, eventi, visi, luoghi.
Ho cambiato lavoro e direi pure tre quarti della mia vita, ho fatto due mesi di vacanza e  dieci giorni fra delfini e aria di mare, sono nati dei bimbi nuovi e altri sono stati messi in cantiere, si sono sposate diverse coppie di amici, ho camminato lungo diversi sentieri e nuotato in altrettanti mari, dalle valli del lecchese a quelle del Piemonte, dalla Croazia alla costa Azzurra. Ho visto piazza San Marco a Venezia, Chagall a Roma e i Police a Torino. E tanto altro ancora…

Ho conosciuto alcune persone che mi sono piaciute molto, forse troppo.
Ho ascoltato e raccontato tante storie, alcune delle quali mi commuovono ancora ora che solo le ricordo.

Insomma, ho vissuto un anno intenso. Quella dell’intensità non è una categoria adatta a un bilancio, è poco misurabile, gli indicatori non mi soddisfano.

E’ proprio vero che non sono capace a fare i bilanci.

Il 2008 è alle porte, con la solita dose di buoni propositi, di impegni per il futuro e con il desiderio di raddrizzare i sentieri contorti nei quali troppo spesso mi incammino.

Auguri, eh!

Anna, 31.XII.2007

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Oroscopo per la Vergine

Illustrazione di Francesca Ghermandi

“La vita è una punizione”, ha scritto il poeta Robert Frost. “L’unico contributo che possiamo dare è saperla accettare con grazia”. Questo è l’esatto contrario della mia filosofia. Io dico che la vita è un dono miracoloso e che il modo migliore per esprimere la nostra gratitudine è diventare fontane di generosità. Tu come la vedi, Vergine? Anche se fino a questo punto del tuo viaggio hai condiviso l’opinione di Frost, penso che nel corso del 2008 avrai buoni motivi per convertirti alla mia. Naturalmente, perché succeda, dovrai essere aperto a questa possibilità. Se sei incapace di rinunciare all’idea che la vita sia una punizione, ti sfuggiranno molte cose che contraddicono questa strana convinzione.
L’oroscopo di Rob Brezsny
Illustrazioni di Francesca Ghermandi
www.internazionale.it

Anna, 26.XII.2007

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Buon Natale

Nativita’

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.
Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Gv 1, 1-5.9-14

Anna, 25.XII.2007

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Novecento

Talvolta per concordar di vedersi ci vuole un certo impegno, non si trova mai il momento adatto, è sempre un inseguirsi senza riuscire ad acchiapparsi. Altre volte basta un attimo, una decisione presa su due piedi, un dire semplicemente… vengo con voi.

Serata al Teatro Libero. Novecento, di Baricco, con Anna e Lorenzo.
Erano settimane che non ci vedevamo. Finalmente.
La pancia di Anna è cresciuta per bene, lei ha il viso disteso di una mamma in attesa, la vedo serena e contenta, a volte preoccupata, a volte spensierata. Lorenzo accarezza con tenerezza i movimenti di una bimbetta che pare faccia ogni tanto capolino. Per me ora si chiama Agnese, chissà come si chiamerà quando strillerà al mondo che è arrivata.

Di nuovo Einaudi di sottofondo, mentre metto a posto il delirio di casa.
Di nuovo un pianoforte a farmi compagnia. Come questa sera, a teatro, immaginando la magia di una musica ineffabile che scivola sulle onde dell’oceano e sulla vita delle persone.
Sono ricorrenti in questi ultimi mesi l’immagine e il suono di un piano…

A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’é una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più?
da Novecento, di Alessandro Baricco

Quadri

Anna, 16.XII.2007

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Brividi

Febbre, di Sergio Staino

Mi sembrava di essere in un bivacco di montagna, altro che aula d’università. Un freddo polare, ma forse me ne portavo un po’ dentro, e quello dell’aula lo percepivo ancora di più.
Fatto sta che mi sono congelata per metà del pomeriggio, e dopo tre ore di onde elettromagnetiche che cambiano velocità a seconda del mezzo in cui camminano e una conclusione con botto parlando di effetto Volta e pila di Daniel, mi sono avviata barbellando verso casa. La bici è un bel mezzo di trasporto, non c’é che dire, però diciamo che non è esattamente quello che sogni quando hai freddo.

A casa non è che la situazione sia migliorata, anzi.
Il mio bel pile-sergio-tacchini-vecchio-come-il-cucco mi aiuta, ma la casa – per quanto piccola – si scalda piano piano. Ho la febbre. E se non ho la febbre è come se ce l’avessi. Tremo, ho i brividi, i riflessi rallentati, mi sento una mocciosa per quanto mi soffio il naso.
Insomma, non sto bene. E data la mia bassissima soglia di sopportazione al dolore, di qualunque dolore si tratti, anche questo stato di febbriciattola strisciante mi fa arrabbiare.

E’ proprio brutto non essere nella forma che vorresti, non riuscire a fare quel che vorresti, non star bene. Mi lamento io per un banale raffreddore, non posso immaginare come si sente chi sta male per davvero.

Anna, 14.XII.2007

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Vox magistrae

Da quando ho iniziato a lavorare a scuola non ho più un filo di voce. Non che prima fossi la sosia di Maria Callas, ma insomma, riuscivo a cantare. Ora invece niente, ma niente di niente. Non arrivo a prendere una nota manco se mi impegno, sembra sempre che sia un mezzo tono più in là di quel che potrei raggiungere.

Va beh, peccato, mi piaceva. Mi si dice che dopo un po’ ci si abitua, che la voce torna, che tutto rientra nella normalità, ma a giudicare dal tono e dal timbro delle voci delle mie colleghe, dubito che questo potrà realizzarsi. Mi pare sempre che le maestre (o noi maestre?) siano portate a parlare a voce alta, con tono perentorio, che abbiano sempre e comunque un piglio autorevole (quando va bene…) e secco quando si esprimono, foss’anche solo per dire “allacciati le scarpe, potresti cadere”.

Già di mio sono un mezzo generale, se poi sono destinata a parlare come stessi dettando una lettera a un sordo… sono fritta!

Stasera c’è il coro della scuola, sei delle mie bimbette cantano.
Dai, si va a sentirle, perlomeno loro riescono a tirar fuori qualche nota in grazia di Dio!

Anna, 10.XII.2007

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Fiume, tigre, fuoco

El tiempo es la sustancia de que estoy hecho.
El tiempo es un rio que me arrebata, pero yo soy el rio;
es un tigre que me destroza, pero yo soy el tigre;
es un fuego que me consume, pero yo soy el fuego.
Il tempo è la sostanza di cui sono fatto.
Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume,
è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre,
è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco.

da Nueva refutacion del tiempo, J.L. Borges

Me l’hanno regalata poco fa. Mi sembra molto bella, al di là di Borges, anche se difficile farla diventare vita, soprattutto in questi periodi in cui sembra che non ci sia il tempo per le cose che lo meriterebbero.

Valga come invito, a essere fiume, tigre, fuoco.

Fuoco

 Anna, 4.XII.2007

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