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Archive for febbraio 2008

Arianna

Eccola, è nata da tre settimane e finalmente ho qualche foto!

Arianna, il 21 febbraio 2008


Un sms inaspettato mi avvisa del suo arrivo mentre sono a Torino, in una fredda mattina in cui a tutto pensavo fuorché a vederla finalmente in viso il giorno seguente.
E’ già una bimba simpatica una che arriva di sorpresa, mette tutti in agitazione, ha una storia avvincente fin dal primo minuto. Soprattutto perché poi sai che é andata alla grande!

Mamma e papà non li vedo da un po’, da quando ancora si stavano abituando all’idea che il visetto che avevano immaginato per mesi e mesi aveva finalmente fatto capolino nel mondo.

Ci sono polveri sottili malefiche in questo periodo, secondo me conviene che Arianna sverni un po’ al mare o in montagna. Si goda questi anni in cui non ha troppi problemi di ferie, beata lei!

Si trova in dvd “Amore fatale”? Perché la mamma di Arianna mi ha promesso che me lo fa vedere a casa sua, spaparanzata su quel popo’ di chaise longe che le ho sempre invidiato!

Anna, 27.II.2008

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L’amore fatale

L’amore fatale

Di recente avevo pensato che l’interesse di Clarissa nell’esistenza di quelle ipotetiche lettere avesse qualcosa a che fare con il nostro rapporto, e con la sua convinzione che un amore non può essere perfetto se non trova espressione in forma scritta. Nei mesi successivi al nostro incontro, e prima dell’acquisto dell’appartamento, mi aveva scritto alcune meraviglie, appassionatamente astratte nello svisceramento di ciò che faceva del nostro amore qualcosa di diverso e migliore rispetto a qualunque altro sentimento mai esistito. Forse è questa l’essenza di ogni lettera d’amore: la celebrazione dell’unicità.
L’amore fatale, Ian McEwan

La quarta di copertina riporta una citazione di McEwan, che forse è stata la molla che mi ha fatto scattare il desiderio di comprare e leggere questo libro. Dice McEwan che l’innamoramento è sempre un’esperienza estrema: quando ci si innamora, l’altro diventa un’ossessione.

Non è facile leggere McEwan, è ricco di immagini, digressioni, riferimenti.
Ho cominciato ora a leggere questo libro, vorrei avere più tempo da dedicargli…

Anna, 19.II.2008

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Casa dolce casa

Quando sto a casa sento che mi piace, ci sto bene, divento una lumaca che ama il suo guscio.
Oggi ho finalmente studiato, rimanendo nella tabella di marcia che avevo fatto, perfino con un ritmo migliore. Incredibile.

Eppure sarei andata in montagna volentieri, e poi avevo deciso di andare in libreria a comprare la guida di New York, e anche al cinema, che al Colosseo danno sia Caos calmo che Into the wild. Invece non ho fatto niente di tutto questo, spostata anche la cena da Mat e Sara quindi non ho avuto alcun motivo per uscire.
La Giò si è accoccolata sul divano mentre io studiavo la propagazione delle onde e lo tsunami (tutt’altro che interessante…), cena tranquilla e rilassata, una serata a imprecare contro l’università e a leggere tutto quel che avrei dovuto leggere da quattro mesi a questa parte.

Pescasseroli, fiume Sangro

E ci sono periodi molto maperò nella vita. Il fiume degli eventi ristagna e non si sa quale direzione prenderà, e andiamo alla deriva in acque torbide.
Poi l’acqua diventa limpida, il torrente scorre, e tutto torna trasparente.
Così fu la mia vita, da quel mattino.
Margherita dolcevita, Stefano Benni

Anna, 16.II.2008

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Sestri Levante

Due giorni al mare, a Sestri Levante. Giornate di sole stupendo, sono stata molto bene anche se sono contenta ora di esser tornata a casa perché sono stanca, ho voglia di starmene un po’ per i fatti miei.

Situazione divertente, con le mie due colleghe a scrivere i testi per lo spettacolo di fine anno: fra focacce e risate abbiamo messo insieme un lavoro allegro. Ora verrà il bello di proporlo ai bambini e farlo diventare pian piano loro, anche se parte dei testi sono già frutto delle loro testoline sante…

Scherzavamo sul fatto che sarebbe bello vivere di parole, scrivendo storie. Magari proprio su un terrazzo che dà sulla baia, con il sole che ti riscalda la schiena e il rumore delle onde del mare a dar ritmo alle giornate. Sì, mi piacerebbe: lavorare di fronte al mare oppure in alta montagna, guardando la catena delle Orobie innevate, con gli scarponi pronti per la passeggiata del mattino. Non mi trasferirei per tutto l’anno, perché comunque amo la vita di città, ma quest’idea di poter vivere e lavorare per un po’ nella natura e in solitudine mi affascina…

Se avessi delle buone storie da scrivere e raccontare, s’intende.

Anna, 7.II.2008

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Mafalda

Non ho voglia di preparare gli esami. Per niente, ma proprio per niente.

E’ vero, me lo han detto in tanti: sono brontolona, perfezionista, nata sotto il segno della Vergine e quindi pignola e puntigliosa, se una cosa non è fatta come secondo me dovrebbe essere fatta divento polemica e non collaboro. Resta il fatto che a me ‘sta scuola obbligatoria per far la prof non piace né convince, perciò faccio ancora più fatica ad accettare l’idea di dovermi rimettere sui libri per preparare degli esami.

Se avessi voluto fare una seconda laurea mi sarei iscritta all’università, non alla silsis.

Sto meditando di mettere fine a questo strazio, troverò una soluzione alternativa: due anni così possono solo che logorarmi nel corpo e nello spirito, non posso né voglio permettermelo…

Sgrunt.

Anna, 4.II.2008

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Torino

Torino

Non sono mai riuscita a imparare a orientarmi, ogni volta giro per la città come fosse la prima volta, anche se poi in realtà vengo sopresa da un deja vu continuo. L’angolo di una strada, un palazzo, la fermata di un tram, un negozio, un monumento…

Mi piace Torino, non c’é niente da fare. Questa mattina passeggiavo dietro via Po e mi sembrava di essere a Parigi, i palazzi del centro sono uno più bello dell’altro, e poi i portici, le piazze, le chiese.

Piazza Vittorio respira, c’è poca gente, questa mattina si passeggia con calma, il cielo è grigio e fa un po’ freddo, anche se forse per i torinesi non è vero freddo e lo sanno bene. I lavori per la metropolitana violentano la zona di Porta Nuova e non solo, ma la città è abituata ai lavori in corso, per un motivo o per l’altro ci convive da anni.

Si cammina volentieri, per ore, chiacchierando o rimanendo in silenzio per gustarsi una città che va scoperta piano piano, con la pazienza di chi osserva i particolari e se ne innamora, con l’occhio sereno di chi non cerca, eppure trova.
Mi sarebbe piaciuto far due passi a San Salvario e a Porta Palazzo, per annusare gli odori del mercato, ma tre ore non durano che tre ore ed è giusto così. Rimane il desiderio di tornare a passeggiare per questi luoghi, in una mattina magari di primavera, con il sole che risveglia le foglie addormentate degli alberi al Valentino e il lento scorrere delle acque del Po e della Dora.

Anche stavolta non sono salita alla Sacra di San Michele, e anche questa volta non ho insistito più di tanto per andarci, ho preferito passeggiare per la città.
Se mi fossi impuntata credo che l’avrei spuntata, ma in questo come in altri casi, non è il modo. Mi piace lottare per raggiungere un obiettivo, ma al contrario non mi piace insistere e puntare i piedi come le bambine capricciose (o le donne stronze…).

Mi piace quando qualcosa accade perché è il momento che accada, con la semplicità che accompagna lo svolgersi naturale della vita. Come cantava Ferretti, così vanno le cose, così devono andare
Anche per le persone mi capita di pensare la stessa cosa. Non ha senso insistere e ripetere cose che altri non vogliono sentirsi dire, di certo la realtà non cambia, tantomeno il loro pensiero su di essa.

E ancora, come si può apprezzare qualcosa che non sia frutto di una scelta e di una volontà lasciata libera di esprimersi?
Secondo me non si può. In fondo al cuore rimane un velo di tristezza, una lacrima che racconta il senso di delusione di amarezza di chi guarda la barca che si allontana senza averti accolto fra i membri dell’equipaggio.

Non era la tua barca, forse. O non é questo il momento per imbarcarti.

Anna, 2.II.2008

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