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Archive for marzo 2008

NY

Ho cominciato a leggere qua e là descrizioni su New York, sarà che l’aver acquistato i biglietti aerei rende il viaggio più vicino, più reale, sarà che comincio a sentire davvero la voglia di partire e quindi mettere insieme le idee mi rassicura, sarà che anche la scelta dell’ostello contribuisce a dare concretezza al tutto, sarà… sarà… sarà… comunque sono troppo contenta! L’unica persona che conosco a New York è Maria, e proprio lei mi ha dato qualche dritta per cominciare a cercare l’ostello. Certo che la rete è potente…

New York

Manca ancora molto tempo, la partenza non è che a fine giugno, ma sono già proiettata laggiù: ovviamente ho iniziato dalle pagine di Wikipedia, anche se sono talmente tante che leggerle tutte è un’impresa eroica. Piano piano…

Giulia, la mia compagna di viaggio, mi ha proposto un fine settimana di full immersion per progettare insieme che cosa vedere e dove andare. Il suo animo giapponese le farà fare milioni di foto, mi sa che arricchirà di molto gli archivi online.

Un amico che ama New York mi ha detto che siamo abituati a vedere immagini della città ovunque, nei film, nei telefilm, negli spot, nei telegiornali… spesso senza sapere che si tratta di immagini di New York, e quindi può capitare di trovarsi in un luogo in città e di avvertire come un deja vù. Non so come mai ho deciso proprio di andare a New York, di cominciare da lì a conoscere gli Stati Uniti: non ho mai messo piede nel continente americano, mi sono sempre detta che avrei dovuto fare un viaggio lungo, di diverse settimane, che altrimenti non avrebbe avuto senso andare fin dall’altra parte del mondo e bla bla bla. E poi d’un tratto, una mattina, ho deciso che invece sarei andata a New York. Una settimana.

Troppo spesso rinuncio a fare delle cose solo perché ho la sensazione che non le farei al meglio, che non le farei subito nel modo giusto e cose così.
E invece anche far le cose a poco a poco, senza la pretesa che sia subito il massimo… ecco, forse è un buon inizio per vivere in modo un po’ più leggero, meno faticoso.

Anna, 26.III.2008

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Durante il triduo di Pasqua ho camminato intorno alla Pietra di Bismantova, per poi finalmente arrivare ai piedi delle sue pareti e poi su su, fino alla sommità.
E’ stato un avvicinarsi cauto e ammirato, come di chi prende le misure con un colosso affascinante, da scoprire piano piano, da osservar da lontano per poi affrontarlo con passo deciso, ma ponderato.
Un luogo inquietante, anche. A tratti un paesaggio onirico, a tratti fantastico, nel senso che può rendere Il signore degli anelli o qualcosa del genere.

Pietra di Bismantova (RE) - nuvole

Leggendo qualcosa su di lei prima di partire, scopriamo che probabilmente ispirò Dante, nel suo immaginare la montagna del Purgatorio (Purgatorio, canto IV, 25-27). E salendo fin sulla sommità sferzati da raffiche di vento e intimoriti da nubi scure, minacciose di pioggia, ci siamo detti che forse la notizia ha del vero…

Ci sono luoghi in Italia che hanno un fascino quasi indicibile.
Nascosti nelle pieghe dei nostri paesaggi, sono angoli da scoprire e gustare, ricercare e ammirare nella loro unicità.

Anna, 24.III.2008

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Non andare. Vai.

“Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l’ uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare parole in linguaggio d’azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei,
dicon tanto un silenzio e uno sguardo…

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani,
non parlare non dire più niente, se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani…

Non andare. Vai. Non restare. Stai. Non parlare. Parlami di te…”
Canzone delle domande consuete,
Francesco Guccini

Edith seduta con la gamba ripiegata

Oggi mi sento un po’ così.

Anna, 11.III.2008

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Tra tutte le vite possibili, ad un bisogna ancorarsi per poter contemplare, sereni, tutte le altre.
Oceano mare, Alessandro Baricco

Stasera ero indecisa, fra Benni e Baricco. Chissà poi perché ho scelto proprio questa frase per iniziare, forse quel sereni mi ha colpita, ricordandomi la frase che più amo di Benni, quando parla del Baol, sereno e infallibile.

 Ecuador

Questa mattina è venuta a scuola un’ostetrica, Irene, per raccontare ai bambini come sono nati, come accade che dalla pancia della loro mamma siano venuti al mondo.
Ha raccontato e mostrato loro il parto. E in questo periodo di nascite e bimbi nuovi non potevo non rimanere colpita. Quante domande fanno, i bambini. E quante domande avrei fatto anche io a questa donna, divisa fra Milano e l’Ecuador, fra le sale parto superaccessoriate e la foresta sudamericana, le capanne lungo il fiume, i villaggi che raggiunge solo a cavallo.

Una donna serena e solare, felice del suo lavoro e di questo continuo altalenare fra uno dei Sud del mondo che l’ha fatta innamorare e la terra in cui è nata, una donna intera, completa e contenta, anche se divisa in un susseguirsi di viaggi e di esperienze diverse.

Mi piacciono le persone che sono capaci di trasmettere la loro serenità, il loro esser felici, con naturalezza, senza sforzi.

Anna, 4 marzo 2008

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