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Archive for the ‘Canzoni’ Category

Faber, 11.1.1999 - 11.1.2009

Faber, 11.1.1999 - 11.1.2009

da Smisurata preghiera

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un’anomalia
come una distrazione
come un dovere

Fabrizio de André, Anime salve, 1996

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Bastano la musica e le parole.

Anna, 11.I.2009

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Luna rossa

E’ un periodo in cui l’imprevisto è dietro l’angolo. Non me ne va dritta una: mi metto d’impegno, pianifico e programmo, e poi puntualmente arriva un piccolo, pulciosissimo dettaglio a far saltare ogni cosa.
E così mi ritrovo sommersa dalle cose da fare, per modificare, trovare una soluzione, incastrare tutto l’incastrabile per riuscire a uscire a testa alta da mille situazioni oppure semplicemente per fare quello che ho in testa di fare.

Sarà che il Cielo mi vuol dir qualcosa? Forse che vivere alla giornata paga di più che tener sotto controllo gli eventi, tentando di fare andare le cose come si vorrebbe?

Forse per me è proprio come dice Bunna

Perciò cerco tensione
non ho nulla da perdere
ma so che sotto pressione
do il mio meglio e meglio sto
Sotto pressione
, Africa Unite

Anna, 4.IV.2008

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Non andare. Vai.

“Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l’ uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare parole in linguaggio d’azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei,
dicon tanto un silenzio e uno sguardo…

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani,
non parlare non dire più niente, se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani…

Non andare. Vai. Non restare. Stai. Non parlare. Parlami di te…”
Canzone delle domande consuete,
Francesco Guccini

Edith seduta con la gamba ripiegata

Oggi mi sento un po’ così.

Anna, 11.III.2008

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Ogni tre anni

Le acciughe fanno il pallone

Le acciughe fanno il pallone
che sotto c’è l’alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una […]

ogni tre ami
c’è una stella marina
amo per amo
c’è una stella che trema

ogni tre lacrime
batte la campana

passano le villeggianti
con gli occhi di vetro scuro

passano sotto le reti
che asciugano sul muro
e in mare c’è una fortuna
che viene dall’oriente

che tutti l’hanno vista
e nessuno la prende
ogni tre ami
c’è una stella marina

ogni tre stelle
c’è un aereo che vola
ogni tre notti
un sogno che mi consola

bottiglia legata stretta
come un’esca da trascinare
sorso di vena dolce
che liberi dal male

se prendo il pesce d’oro
ve la farò vedere
se prendo il pesce d’oro
mi sposerò all’altare

ogni tre ami
c’è una stella marina
ogni tre stelle
c’è un aereo che vola

ogni balcone
una bocca che m’innamora
ogni tre ami
c’è una stella marina

ogni tre stelle
c’è un aereo che vola
ogni balcone
una bocca che m’innamora

le acciughe fanno il pallone
che sotto c’è l’alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una
non te ne lascia una
non te ne lascia…

Le acciughe fanno il pallone, Fabrizio De André

Anna, 21.I.2008

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Suddenly I see

Ci sono canzoni che si impongono, tu ti innamori di loro o sono loro che si innamorano di te, boh, non so come funzioni. A ogni modo le ascolteresti centinaia di volte.

Suddenly I see

L’avevo ascoltata per caso, nel sito di uno spettacolo teatrale americano diretto da due registi italiani, non le avevo prestato attenzione più che tanto, mi ero messa in mente che fosse parte della colonna sonora, in qualche modo originale. E poi invece… non ho potuto fare a meno di cercarla. Ammetto di averci messo quindici secondi perché probabilmente ero l’unica nel mondo a non conoscerla…

Stefano mi ha già preparato l’album, chiesto e ottenuto nel giro di mezza giornata.
Questi sono i momenti in cui capisco che gli amici sono una vera manna.
Se poi sono degli smanettoni sono un mese di manna!

Lei che canta si chiama Katie, ma si fa chiamare KT Tunstall. Sembra il nome di un mobile IKEA, come mi ha detto Stefano.

Chissà se le altre canzoni mi faranno lo stesso effetto di questa

Anna, 3.I.2007

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Domande consuete

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l’uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.
Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinar le parole in linguaggio d’azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei;
dicon tanto un silenzio e uno sguardo.
Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani.
Non parlare non dire più niente se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi alle mani.
Non andare. Vai. Non restare. Stai.
Non parlare. Parlami di te.
Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse
come un prato coperto a bitume.
Rimanere così annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età,
é uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità
Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perche’?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te.
Aver tutto, ma non il domani.

Canzone delle domande consuete, di Francesco Guccini

Mi piacciono le storie, mi ci appassiono perché è come se riuscissi a viverle per un tratto, laddove sono raccontate o scritte in modo così profondo da arpionarsi all’anima mia che sta leggendo.
Non ho voglia di scrivere una storia, non mi sembra il caso di occuparmi di storie altrui. Non è il momento, anche perché userei questo pretesto per far chiarezza sulla storia mia, e non lascerei spazio ad altro.

Anna, 29.XI.2007

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Musica per l’anima

Singin’, come out if things aren’t said
Shoot an apple off my head
And a trouble that can’t be named
Tigers waitin’ to be tamed

Clocks, The Coldplay

Il suono di un piano, che mi accompagna sereno la sera e riempie la casa con una perfetta armonia. Mi piace ascoltare musica in queste sere, pianisti che sto imparando a conoscere e che mi regalano tranquillità.
Penso che un pianista potrebbe conquistarmi semplicemente suonando.

Un Mozart stonato che prova e riprova

Dopo Einaudi e Allevi, questa sera è la musica dei Coldplay che abita la Scàsetta.
Ritorno con la mente all’estate, al sole, al vento, alla musica che ci ha seguiti e coccolati per giornate intere. Il silenzio di un tramonto, la pace di un angolo di paradiso in cui rifugiarsi a osservare il mondo, le persone, se stessi.
In cui pensare al mondo, alle persone, a sé.

Una serata piacevole, in compagnia, a parlare di scuola e di lavoro, di viaggi e di paesi più o meno lontani, più o meno vicini.

Viviamo circondati da belle persone, dobbiamo solo accorgerci di loro.
E tenercele vicine.

Anna, 16.X.2007

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