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Archive for the ‘Lavoro e dintorni’ Category

Faccio la dura, tiro occhiatacce, ottengo concentrazione. E poi sorrido, mi diverto, scherzo, li osservo.
Li chiamo sempre per nome, con tutta la fatica che comporta dato che sono ventidue e li conosco da due giorni.
Sono spiazzati, non capiscono (ancora) se hanno una maestra di quelle con la penna rossa oppure una con la quale ci si diverte. Hanno capito che mi devono studiare e che ci sono momenti in cui si scherza e momenti in cui non si scherza per niente. E’ già un passo avanti… E poi, devo dire che anche io li sto studiando, uno per uno. E non è una cosa facile.

La scuola é dei bambini e delle bambine

La scuola é dei bambini e delle bambine

Leggere, scrivere, ascoltare, ripetere, farsi domande e darsi risposte… che mondo, quello dei bambini. Osservano e interpretano, poi rielaborano. E certe volte tirano fuori delle descrizioni che ti chiedi come diavolo abbiano fatto a fissare proprio quel dettaglio, come siano riusciti a lasciarsi colpire così tanto da qualcosa a cui tu non avresti prestato la minima attenzione. Eppure… Ricettivi, curiosi, intelligenti nel senso proprio del termine: si stanno costruendo pian piano il proprio personale modo di comprendere il mondo e ciò che gli accade intorno.

Bisognerà essere all’altezza della situazione, i bambini sono esigenti.
Lo sono anche gli adulti, a dir la verità: ma i bambini lo sono in modo più esplicito.

Anna, 16.IX.2008

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Scatole

Il mio amore per le scatole ormai è diventato una specie di mania, ma non so come arginarla.
Mi piacciono tutte, colorate e grezze, grandi e piccine, di legno, di plastica, di metallo… Ne ho di tutti i tipi e di tutte le dimensioni, ogni volta che devo buttare un involucro mi chiedo se in qualche modo non potrebbe essere trasformato e riutilizzato: è pur sempre una scatola!

Rompiscatole?

Rompiscatole?

Oggi ho dato sfogo all’istinto, avevo la scusa giusta: allestire la classe nuova! Eh, non posso partire senza scatole, per ora ho tutto in orribili (?) scatoloni di cartone, i bambini hanno bisogno di vedere ordine e colore intorno a loro, non c’è alternativa che recuperare scatole e scatoloni che abbiano un loro perché! E così ho passato mezzo pomeriggio all’IKEA con la mia collega Giuliana, ma prima… il pagliaio dietro la Camera del Lavoro aveva delle scatole arcobaleno in vetrina che non potevo non prendere… troppo belle…

“Che cosa te ne fai?”
Ma che ne so di che cosa me ne faccio… un utilizzo lo troverò!
Per ora mi piacciono: non posso sempre sapere a priori ogni perché, per ora seguo l’istinto.
Mi sembra anche una buona indicazione di vita, non valida in assoluto, ma da seguire almeno qualche volta… No?

Anna, 5 settembre 2008

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Il segreto vero è questo, mantenere la calma.
Non è affare da poco, sembra facile a dirsi e a scriversi, ma è tutt’altra cosa quando ti senti immersa in un flusso di eventi che si moltiplicano giorno per giorno. Eppure… eppure è l’unico modo per riuscire a non perdersi e a non perdere di vista dove sono. In questo momento mi sento letteralmente avvolta nelle scadenze, nelle richieste, nelle questioni da affrontare e da risolvere. La scuola, la fine dell’anno con i bambini, le mille attività a cui sono chiamata per questa conclusione del quinquennio dei bimbi, e poi l’università con le sue lezioni, gli esami, le relazioni. E poi l’attività con i ragazzi, Sarajevo..

Un po’ sto perdendo colpi, me ne rendo conto io stessa. A volte mi sembra di affogare, altre volte di essere già affogata, sforzandomi di imparare a respirare nell’acqua come i pesci. E mi va bene che parlo ancora di acqua, significa che non ho perso l’ottimismo e il buon umore!

Festina lente

E di nuovo mi ripeto, mantieni la calma.
Ragiona, non lasciarti trascinare dagli eventi, non cedere alla tentazione di lasciarti risucchiare dal vortice: complicheresti ulteriormente le cose.

In questa serata di fine maggio, ancora una volta, risuonano le parole di Benni.

Serena e infallibile, come un Baol…

Anna, 21.V.2008

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La gita

Oggi erano tutti su di giri, esagitati, emozionati.
Domani si parte per la gita scolastica!
Mi sembra il titolo di un film di Pupi Avati, La gita scolastica.
Confido che sia più allegra di un film di Avati… ma direi che ci vuole poco!

Etruschi

Andiamo in Toscana, anzi, in Tuscia. Sulle tracce degli antichi Etruschi.
Non so quanto siano interessati agli Etruschi, ma di certo sono elettrizzati all’idea di partire. Io un pochino meno, dovrei già essere in branda perché domani la sveglia è alle 6, ma sono quasi sicura che mi divertirò.

E’ buffo, è la prima volta che partecipo a una gita scolastica… senza far parte della classe.
Va beh, ma tutto è stato buffo quest’anno. Anche un po’ faticoso, a dire il vero, comunque non è il momento di fare i bilanci, ci sono ancora le ultime settimane prima della fine della scuola e quindi aspetto a tirar le somme.

Intanto… si va in gita!

Anna, 13.V.2008

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Sestri Levante

Due giorni al mare, a Sestri Levante. Giornate di sole stupendo, sono stata molto bene anche se sono contenta ora di esser tornata a casa perché sono stanca, ho voglia di starmene un po’ per i fatti miei.

Situazione divertente, con le mie due colleghe a scrivere i testi per lo spettacolo di fine anno: fra focacce e risate abbiamo messo insieme un lavoro allegro. Ora verrà il bello di proporlo ai bambini e farlo diventare pian piano loro, anche se parte dei testi sono già frutto delle loro testoline sante…

Scherzavamo sul fatto che sarebbe bello vivere di parole, scrivendo storie. Magari proprio su un terrazzo che dà sulla baia, con il sole che ti riscalda la schiena e il rumore delle onde del mare a dar ritmo alle giornate. Sì, mi piacerebbe: lavorare di fronte al mare oppure in alta montagna, guardando la catena delle Orobie innevate, con gli scarponi pronti per la passeggiata del mattino. Non mi trasferirei per tutto l’anno, perché comunque amo la vita di città, ma quest’idea di poter vivere e lavorare per un po’ nella natura e in solitudine mi affascina…

Se avessi delle buone storie da scrivere e raccontare, s’intende.

Anna, 7.II.2008

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Thomas Young

Interferenza e diffrazione.
Oggi tocca a me e devo simulare una lezione d’aula per spiegar ‘sta roba.
Devo immaginare di aver di fronte una classe che so… di aspiranti geometri o ragionieri, e spiegare in realtà ai miei compagni di corso un po’ di ottica fisica, ma senza pensare che sono dei laureati in Fisica, nono, come se fossero dei quindicenni.

Anche il docente sta dalla parte dei quindicenni, ma non fa quasi mai domande che farebbe un quindicenne medio…

In ogni caso mi sento come la mattina prima dell’esame della patente.

Gli esami non finiscono mai, ma la pazienza a un certo punto sì…

Anna, 18.I.2008

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Domani ricomincia tutto. La scuola, l’università, le riunioni, le attività, gli interminabili tragitti in bici, il freddo della sera, le corse per arrivare in tempo quando ormai son fuori tempo massimo, il dramma della sveglia e pure della borsa sempre troppo pesante.
L’agenda si è sporcata più di quel che avrei voluto e comincio già a chiedermi… quanto manca a venerdì?

Lunedi… tutti a scuola!

Odio i lunedì.

… però buon anno!

Anna, 6.I.2007

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