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Archive for the ‘Montagna’ Category

Si riparte!

Casa, dolce casa.
Estate intensa e viaggiante, ora sono (finalmente?) tornata a casa e ho preso nuovamente possesso dei miei spazi… Ieri grandi pulizie sul terrazzo, sistemazione dei pochi superstiti, recupero delle agonizzanti e oggi sono passata al piano di sotto. Che poi è casa mia, ma questo è un dettaglio!

Pizza sul terrazzo e foto dell’ultimo giro in montagna, in route in Slovenia. Che paesaggi…

Dal Rif. Valentino Stanica - Monte Triglav - Slovenia

Dal Rif. Valentino Stanica - Monte Triglav - Slovenia

Dalla Bosnia agli Stati Uniti, alla Val Grande, alla Francia, poi di nuovo la Bosnia e infine la Slovenia. Che giro, anche in vacanza ho fatto la pallina impazzita, ma già sapevo di non poter fare altrimenti, sarà forse colpa del DNA o di qualche diavoleria che ho in corpo. Quest’anno mi s’è messo in moto il piccione viaggiatore che ha dormicchiato per un po’ e non sono riuscita a tenerlo a freno.

Ora tutto sta ricominciando, ma mi sto impegnando per avere un ritmo più adatto a chi si vuol godere la vita senza che sia lei a godersi tutto al posto tuo. Sembra una sciocchezza, ma mi sto impegnando già da questi primi giorni. Per ora sono brava, ma all’inizio sono bravi tutti quindi non vale farsi i complimenti adesso!

Dal Rifugio Valentino Stanica... si riparte!

Dal Rifugio Valentino Stanica... si riparte!

Buon anno!

Anna, 2 settembre 2008

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La sfida sul Grignone

Weekend di sfida in montagna, che per i nostri novizi si chiama Challenge.
Eravamo sul Grignone, partenza sabato mattina da Primaluna, le coppie partono fra le 10 e le 11.

Grignone

Prima tappa: rifugio Pialeral. Quattro ore di sentiero secondo il CAI, i migliori arrivano in poco più di tre, corrono come lippe, noi spingiamo i più lenti e le più lente, qualcuno arranca, altri si perdono di fronte a un bivio, ma li recuperiamo.
Al Pialeral parte la cronoscalata. Senza zaini, fin quasi al bivacco Merlin. Lassù c’é neve.
Il tempo regge, per fortuna.
Arrivo al Pialeral e mi vengono incontro i miei. Sono orgogliosi, sono riusciti a fare anche la crono in tempi più che dignitosi, ora li aspettano alcune prove di topografia, nodi, primo soccorso.
Il tempo sembra dalla nostra parte, riusciamo perfino a celebrare la Messa senza una goccia d’acqua.
Troppo stanchi per qualsiasi altra idea luminosa, ci si imbusta tutti nei sacchi a pelo, l’umidità comincia a farsi sentire e il freddo penetra nelle ossa, meglio dormire. Noi Capi siamo stesi, i ragazzi hanno ancora energie da sprecare… attenti, domani sarà lunga…

I primi Capi partono alle 6 per andare avanti lungo il percorso, i check point lungo il sentiero aiuteranno i ragazzi a non perdersi. Le coppie partono in ordine inverso, dalla più lenta alla più veloce e fra le 7 e le 8 sono di nuovo tutti in marcia. Prima di ripartire noto un viso familiare, un escursionista si sta rinfrescando alla fontana e mi sembra di conoscerlo. Eh già, è lui, padre Silvano. Mi fa piacere vederlo da queste parti, come sempre sa stupire.

I ragazzi sono lungo il sentiero, giù per la traversata bassa, proseguono a scendere passando il rifugio Porta e poi il Pian dei Resinelli. L’arrivo è a Mandello.

In testa c’è sempre la solita coppia d’assalto, per la classifica maschile c’è un record: dal Pialeral a Mandello in tre ore e mezzo. Volavano? A vederli correre con le loro bacchettine sembrava proprio di sì!

Anche le ragazze si fanno onore, la mia è a Mandello alle 12 in punto e quando arriva me lo ripete cento volte. Entusiasta e soddisfatta, saprà a breve di essere arrivata… seconda!
I maschi non sono male, si classificano al quinto posto.

Le sfide sono una benedizione quando non sono affrontate con ansia da prestazione, ma con grinta e voglia di farcela. E quando i ragazzi raccolgono la sfida è un piacere guardarli camminare.

Bravi, proprio una buona Strada!

Anna, 15.VI.2008

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La Grigna meridionale vista dal Pialeral

In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Gv 12, 24

Anna, 10.X.2008

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Durante il triduo di Pasqua ho camminato intorno alla Pietra di Bismantova, per poi finalmente arrivare ai piedi delle sue pareti e poi su su, fino alla sommità.
E’ stato un avvicinarsi cauto e ammirato, come di chi prende le misure con un colosso affascinante, da scoprire piano piano, da osservar da lontano per poi affrontarlo con passo deciso, ma ponderato.
Un luogo inquietante, anche. A tratti un paesaggio onirico, a tratti fantastico, nel senso che può rendere Il signore degli anelli o qualcosa del genere.

Pietra di Bismantova (RE) - nuvole

Leggendo qualcosa su di lei prima di partire, scopriamo che probabilmente ispirò Dante, nel suo immaginare la montagna del Purgatorio (Purgatorio, canto IV, 25-27). E salendo fin sulla sommità sferzati da raffiche di vento e intimoriti da nubi scure, minacciose di pioggia, ci siamo detti che forse la notizia ha del vero…

Ci sono luoghi in Italia che hanno un fascino quasi indicibile.
Nascosti nelle pieghe dei nostri paesaggi, sono angoli da scoprire e gustare, ricercare e ammirare nella loro unicità.

Anna, 24.III.2008

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Val Codera o Polo Nord?

E’ una valle chiusa, il sole la scalda con dolcezza solo quando riesce a fare capolino fra le montagne che la circondano. La Val Codera è così, e a novembre il freddo è pungente come in alta quota. Ci si scalda solo camminando, non puoi star ferma, è quasi una metafora della vita.

Siamo saliti fino all’Avedee di buon passo, affrontando l’interminabile sequenza di scalini che sembra davvero non avere fine. E poi l’abbiamo vista in lontananza, ad aspettarci quieta e silenziosa come una sorella paziente: nel buio intenso si distinguevano chiaramente le luci di Codera, addormentata in fondo al sentiero.

Una serata tranquilla e gelata, una stellata da Planetario a cielo aperto, un té caldo prima di imbustarsi nei sacchiapelo.

Il freddo può bloccarti i movimenti o costringerti a non rimanere immobile.
Scegli tu.

Al mattino abbiamo proseguito fino alla Capanna Brasca attraverso un sentiero silenzioso, aria rarefatta, ghiaccio perfetto a Bresciadega e poi… siamo già arrivati? Siamo stati veloci e sicuri, ci stupiamo di quanto siamo riusciti a essere determinati ad arrivare alla meta. E capiamo perché abbiamo così freddo guardando il termometro appeso accanto alla porta del Rifugio: -11 gradi. Altro che freschino!

Simone e Laura han deciso di continuare il percorso scout con noi, firmano il loro Impegno in questa cornice così particolare. Una cerimonia breve, lottiamo tutti con un freddo che fatichiamo a tenere a bada.

Sul sentiero che ci riporta a Codera finalmente il sole. Ci riscalda in un attimo, sentiamo una sorta di primavera rinascere in tutto il corpo. Il calore dei raggi ci avvolge come un abbraccio.

Mentre ci prepariamo a tornare a Valle scorgo un viso familiare. Ugo!
Certo che in Codera non manchi mai di trovare un amico.

Le mie gambe questa mattina erano simili a colonne di marmo, ma la soddisfazione per l’impresa val pure qualche dolore scendendo gli scalini di casa…

Anna, 19.XI.2007


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Sui monti

Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere,
la commozione di sentirsi buoni
e il sollievo di dimenticare le miserie terrene.
Tutto questo perché siamo più vicini al cielo.

Emilio Comici

Laghi gemelli (Carona, BG - mt. 2000)

Ai laghi gemelli.

Sentieri, rocce, sole, vento, alberi, montagne, nuvole, prati, fatica, sudore, silenzi, parole, risate, rifugio, cibo, calore, chiacchiere, amici. Vita.

Anna, 7.X.2007

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Torniamo in Codera. Federico ci rassicura, in caso di pioggia c’è la Centralina. Allora partiamo, lenti come lumache finalmente arriviamo a Novate alle 11, in tempo per un bianchino e un po’ di spesa. In fondo, chi ci corre dietro?

Scegliamo l’orario peggiore per iniziare gli scalini, fa un caldo che si crepa e cominciamo a sudare tutte e sette le camicie che possiamo sudare. Follia… ma già all’Avedee iniziano le prime gocce, fa più fresco, una piccola sosta e già il cammino è più leggero. Lungo tutto il percorso le chiacchiere con il cuginetto mi tengono all’erta, voglio cercare di capire lui per vedere se si può capire il mondo. Non è facile, ma ci divertiamo a provarci.

Codera ci si apre davanti quasi senza fatica, arriviamo alla Centralina e troviamo Ernesto che ci accoglie come vecchi amici. Non è il caso di proseguire ora, minaccia brutto e non vale la pena rischiare. Rimaniamo tranquilli, mangiamo, spacchiamo due ciocchetti di legna giusto per dire che abbiamo contribuito all’economia complessiva della casa. I pizzoccheri di Andrea sono un portento, c’è talmente tanto formaggio che potremmo farne dei chili… serata tranquilla, chiacchierata con Ernesto (che pensandoci coppia non ha cenato con noi, che tenero! Non aveva capito che aveva di fronte i cuginetti!) e… luna piena. Piena e bella come un faro nella notte.

Il risveglio è bigio, giornata uggiosa. Ma prendiamo l’iniziativa, avanti, si prosegue. Bresciadega e Brasca ci aspettano. Mai decisione è stata più saggia! Quanto è bella la Codera quando si apre e ti fa respirare, quando il sentiero corre vicino al torrente e si allarga alle Saline e poi a Bresciadega… Pochissima gente, aria rarefatta e silezio interrotto solo dal rumore del torrente. Il Brasca ci saluta quieto, ci rifocilla e ci coccola con dolcezza. Sono così felice di essere quassù che tutto mi sembra avere un senso.

Rifugio Brasca

I porcini rapiscono il cuginetto lungo il sentiero del ritorno, ci mettiamo una vita a tornare alla Centralina e poi ruzzoliamo a valle per tornare a Milano in tempo per un piatto di tagliatelle che li ammazzino a dovere. Anche Luca è della partita e la serata chiude due giorni di serenità.

E’ bello avere degli amici. In montagna e in città, al Brasca e in corso Sempione.
Non riescono a scaldare via l’inverno, ma a modo loro cercano di non farti sentire la malinconia.

Anna – 29.VIII.2007

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