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Archive for the ‘Politica’ Category

Caro Segretario Bersani

Lettera aperta al Segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani

Caro Segretario Bersani,

in modo un po’ impertinente, ma credo anche legittimo, ti scrivo questa lettera.
Spero che troverai il tempo e la voglia di rispondermi.

Non ci conosciamo, o più correttamente tu non conosci me, ma ho deciso di scriverti ugualmente: ho votato per il tuo partito e prima pure per uno di quelli da cui da cui è nato, confidando che nell’equilibrio fra la solidità degli ideali e lo slancio verso il futuro ci fosse la proposta politica che cercavo. A pensarci bene… anche se non avessi votato per il tuo Partito mi sarei sentita in diritto di scriverti ugualmente.

Pur senza tessera, sono un’elettrice del centrosinistra da che ho la possibilità di votare.
Ritengo – forse con un po’ di presunzione, ma tant’è – di aver diritto a scrivere una lettera aperta proprio a te, sebbene io non sia iscritta al tuo partito e di fatto tu non sia il mio Segretario.
Mi piace far finta per un momento che questo non conti.

Penso concorderai che la politica è innanzitutto servizio… e allora mi vien da dire che i toni, i modi e le argomentazioni han da essere diversi da quelli usati oggi per discutere in merito alle (legittime, per me) richieste di far votare al secondo turno delle Primarie chi non ha votato al primo.

Tu sei una persona ragionevole e democratica e sai meglio di me che la democrazia si esprime anche attraverso il voto.
Mi spieghi, allora, perché non favorire il voto per tutti quelli che lo desiderano?
Perché non “rimuovere gli ostacoli”, come dice un bel documento che amiamo tutti?

Non voglio cambiare le regole: semplicemente ti propongo di chiedere con me che le persone si possano registrare l’1 e il 2 dicembre negli uffici elettorali.

Il senso della regola rimane, ma la loro attuazione è più semplice: chi vuol votare va al seggio, trova l’ufficio elettorale, si registra e vota.
Perché proporre la finestra del 29 e 30 novembre e vincolare agli uffici provinciali, me lo puoi spiegare?

Mi sembra che per le prossime, importanti e molto desiderate, elezioni Primarie in Lombardia ci siamo impegnati tutti per rimuovere gli ostacoli e portare quante più persone al voto, o mi sbaglio?
E le regole possono agevolare il voto e aumentare il numero dei votanti, no?
Non sarebbe bello poter dire: sono andati a votare al ballottaggio delle Primarie 4 milioni di italiani?
Io penso di sì e penso anche che sarebbe il primo segnale che abbiamo la forza di vincere le elezioni politiche in primavera.

Ecco, la mia lettera ti chiede semplicemente questo.
Chiedi con me di far registrare chi non ha votato al primo turno nei giorni 1 e 2 dicembre 2012.

Se la mia richiesta non è accoglibile, mi fai capire perché?

Grazie e buon lavoro

Anna Scavuzzo
Membro dei Comitati x Matteo Renzi – Milano

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Dopo anni, torno qui. E lo faccio per una buona causa.
Domenica 25 novembre si vota per le Primarie del centrosinistra.
Sono mesi che seguo questo percorso politico. Ho ascoltato tutti i candidati, quasi tutti anche dal vivo. Ho mancato Laura Puppato perché è passata da Milano la sera sbagliata (per la mia agenda!). Un paio di loro li ho incontrati, ci ho discusso, ragionato.

E ho deciso di partecipare alla campagna elettorale di uno di loro, Matteo Renzi, arrivando a esplicitarlo non solo di fronte a pochi intimi.
Chi mi conosce sa che non sono solita seguire folate di vento ondivaghe.

Matteo Renzi al Teatro Dal Verme di Milano – lunedi’ 29 ottobre 2012
Introduce e dà il benvenuto la Consigliera Comunale Anna Scavuzzo, Milano Civica x Pisapia

Ho proseguito a fare campagna elettorale, a mio modo: leggendo, studiando, ascoltando, perfino dando un piccolo contributo ad alcuni passaggi del programma e a testi che lo raccontassero. Ho espresso osservazioni e critiche, cercato di metterci del mio senza montarmi la testa, ma senza tirarmi indietro. Ho discusso molto, talvolta in modo aspro, ho cercato di capire le ragioni degli altri anche per dare una forma alle mie.

Mi sono chiesta perché io, – elettrice di centrosinistra da quando ho iniziato a votare – non ho mai voluto fare la tessera di un partito. Di più, perché non ho mai voluto fare la tessera del PD.
E mi sono chiesta perché Matteo Renzi stesse riuscendo in un’impresa impossibile ai più: farmi stare in un contesto di partito senza farmi sentire continuamente fuori posto.
Non è demagogia e non bastano banali risposte populiste. Forse c’è un’idea di partito diversa da quella del PD di oggi.

Ho ricordato quella domenica al Circolo “Da Gobba all’Ortica“, con molti amici, a festeggiare la nascita del Partito Democratico, la sua vocazione maggioritaria, il suo slancio verso un futuro che non fosse solo il maquillage di una sintesi (o giustapposizione) fra exDC ed exPCI, fra exPopolari e exPdS, fra exMargherita ed exDS.

Ritratta addirittura in una foto di gruppo per i manifesti, a raccontare il sorriso di chi aveva deciso di far parte di un progetto politico che ci avrebbe aperto politicamente al nuovo millennio.
Eppure, qualcosa non andò.
Nonostante l’entusiasmo, le promesse, la visione, il Lingotto, nonostante Veltroni.
No, qualcosa non andò per il verso giusto. Oggi qualche cosa sta cambiando o può cambiare.

Qui trovi il programma elaborato dopo l’ultimo incontro alla Leopolda.
Ci abbiamo lavorato molto e in tanti. Sull’economia, sui diritti, sull’Europa, sulla scuola. E molto altro.
Senza lamentazioni, ma con slancio: arrendetevi alla speranza, è stato lo slogan di Viva l’Italia viva. 
Sul sito c’è il racconto di questi mesi e dell’Italia che s’è destata.

Ognuno ha potuto dare un contributo alla visione, al sogno di un’Italia diversa, più moderna e libera. Proposte e progetti per metter le gambe al sogno di un’Italia orgogliosa di se stessa. Si può dir molto di questa esperienza di Primarie: ma non che Matteo Renzi sia privo di contenuti. Non che sia interessato solo a spaccare e a buttare. Non che sia lontano dai problemi delle persone. Non che non sappia ascoltare e reagire.

Dovrà certamente lavorare di più e meglio di squadra, dovrà farsi le ossa nei contesti internazionali, dovrà proseguire con uno slancio verso le persone che s’è dato e dal quale non potrà prescindere.

Lo sa bene Pisapia, che ogni giorno fa i conti con le promesse che lo hanno portato a vincere a Milano: vicinanza ai cittadini, capacità e disponibilità all’ascolto, risposte ai bisogni delle persone in modo non ideologico, ma politico. Onestà, lealtà, onore.

Non è facile, ma ne vale la pena.

Alla domanda: “Ma tu, te lo vedi Premier?” oggi rispondo con serenità… Sì, e ne sarò orgogliosa.

Noi tutti/e saremo li’ a chiedergli conto dell’entusiasmo che in noi ha generato o risvegliatonon lo lasceremo uomo solo al comando, saremo attenti alle mosse che farà e a come attuerà le promesse che reciprocamente ci siamo fatti, che lui ha fatto a ciascuno di noi. Non manderemo – non manderò – in pensione lo spirito critico, non lo farò addormentare in soffitta.

Mi auguro che sarà atteggiamento di tanti, di tutti: costruttivi, critici, disponibili a fare ciascuno la propria parte, presenti e attivi.

Mi auguro che a votare ci saranno almeno 5 milioni di italiani e italiane.
Domenica 25 novembre io vado a votare per le Primarie del Centrosinistra e voto per Matteo Renzi.

Votare è facile: metti in tasca un documento, la tessera elettorale e due euro.
Va’ ai seggi e fa’ un po’ di coda. Tutto qui.

Se ci sarai anche tu, grazie fin da ora per la partecipazione. Non è scontata in questo periodo di sfiducia nella politica.

Se voterai anche tu per Matteo Renzigrazie per l’occasione che stai dando a tutti noi.

Viva l’Italia viva.

Buon voto e… passaparola!
Anna

https://www.primarieitaliabenecomune.it/

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Ho cominciato a frequentare via Padova molti anni fa, avevo appena 17 anni e vedevo il ponte della ferrovia come fossero le colonne d’Ercole; raramente mi capitava di passare dall’altra parte, eccezion fatta per il Parco Lambro e la tangenziale. Poi il destino, la Provvidenza e l’unione di due gruppi scout mi han portato “di là”
Durante il mio momento pennacchiano mi sono sentita al centro di una Belleville milanese e insieme al centro del mondo: algerini, tunisini, marocchini,  peruviani, filippini, egiziani e l’elenco delle nazionalità è ancora lungo.
Oggi sento che questo quartiere è un pezzetto di me: non ho casa qui, ma qui  mi sento a casa.

L’apertura che don Piero ha sempre concretamente manifestato nei confronti del quartiere, della sua gente, delle bellezze e dei problemi di queste strade e di queste case mi ha conquistata.
Questo – ho sempre pensato – è il modo di vivere qui. O così, o niente“.
E io ho deciso che sarebbe stato così.

Ieri sera cena al Centro Islamico, ospiti dell’associazione e della comunità.
Insieme ai ragazzi del Clan, a qualche altro Capo con me e Davide, e insieme a un nutrito gruppo di persone della Parrocchia.
Il ringraziamento di don Piero a chi ci accoglieva è stato illuminante:

Grazie per questo invito, ora mi sento più libero.
E’ bello per noi invitarvi e aprirci a voi, ma ora che siamo noi vostri ospiti mi sento più alla pari, in un rapporto che mi fa stare meglio
.”

Ho mangiato cous cous e agnello, riso e verdure, zuppa di grano e carne arrostita.
Ho parlato tutta la serata con Fatima e Soraya di università e di cucina, della riforma Gelmini e delle classi speciali per gli stranieri, dei compiti dei bimbi e del pericolo dei ghetti; ho riso dietro a Shadi, Mohamed e Osama, in lacrime disperate per aver perso il suo orologio fra i tappeti della moschea che ospitava la nostra cena.

Il Clan alla Casa della Cultura Islamica

Il Clan alla Casa della Cultura Islamica

Abbiamo percepito che tutti eravamo impegnati e determinati a realizzare una bella serata: ci siamo mescolati per non lasciar le donne separate dagli uomini e loro si sono volutamente mescolate in ogni tavolo per raccontare dei piatti che avevano preparato, per presentarci i loro bambini, per raccontarci del loro lavoro in negozio, in università, a casa. Larghi sorrisi e parole di riconoscenza da entrambe le parti, grazie per essere venuti e grazie per averci invitati. Hanno cercato di farci sentire a nostro agio in ogni modo, cucinando mille specialità e perfino permettendoci di non togliere le scarpe e di non coprire il capo: e noi abbiamo lasciato a casa il vino doc e portato ottima frutta e dolci per tutti.

L’integrazione sa rispettare le identità e le differenze, permette a ciascuno di crescere e di realizzarsi, non toglie spazio, ma anzi lo amplia, come amplia gli orizzonti personali e culturali, la capacità di osservazione, la coscienza di sé.
Incontrare qualcuno che si percepisce diverso da sé richiede di chiedersi di più rispetto al proprio essere.
Forse è proprio questo che fa paura.

Gli stranieri non sono una minaccia, sono una risorsa.
Ci vuole coraggio per aprirsi agli stranieri, perché per prima cosa occorre aprirsi a se stessi, illuminare le proprie zone d’ombra, guardare da vicino le proprie paure.

Anna, 18.X.2008

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E ora?

IL SENATO NEGA LA FIDUCIA, PRODI SI DIMETTE ROMA – Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha presentato le dimissioni al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che si è riservato di accettarle. Le consultazioni del Presidente della Repubblica avranno inizio oggi pomeriggio con i presidenti di Camera e Senato. Lo rende noto il Quirinale.

Il Senato ha negato la fiducia al governo Prodi con 156 sì, 161 no e un astenuto. Tre senatori (Pallaro, Pininfarina e Andreotti) non hanno partecipato alla votazione. I senatori presenti erano 319, 318 i votanti (Giuseppe Scalera, infatti si è astenuto). La maggioranza richiesta per questa votazione era di 160 voti. Dopo aver proclamato il risultato della votazione, il presidente del Senato Franco Marini ha convocato il l’Aula ‘a domicilio’.

I senatori di An Domenico Gramazio e Nino Strano aprono due bottiglie di champagne per festeggiare la caduta del Governo Prodi. Gramazio lancia il tappo della bottiglia sui banchi del Governo. Tutti i senatori del centrodestra battono le mani gridando. Quelli del centrosinistra, immobili, cercano di uscire dall’aula in silenzio. Alleanza nazionale sfila in corteo in via del Corso, capitanata da Gianni Alemanno, cantando l’inno nazionale.

E ora?

Anna, 24.I.2008

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