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Archive for the ‘Teatro’ Category

La serva amorosa

Stasera Goldoni al teatro Out Off.
Esco da scuola alle otto sparata, mi infilo sul 12 e scendo davanti al teatro. Meno male che i miei han già preso i biglietti e mi stanno aspettando, riesco perfino a bere un caffè prima di entrare.
Se lo spettacolo non è bello sono spacciata, la dormita è assicurata. E invece…

Teatro OutOff

… e invece lo spettacolo è bellissimo, dall’inizio alla fine.
Gli attori sono bravi, il testo è di livello, ma a fare i complimenti a Goldoni non mi ci metto di certo io…
Diretto sul pubblico, divertente, coinvolgente, davvero godibile perfino da una maestra stanca.
Scenografie con una serie di giochi di tubi innocenti e un enorme muro di pietre con pilastri sullo sfondo. Ricavano ambienti con tele semitrasparenti e occupano lo spazio in modo particolare, tanto movimento degli attori e costumi che mi hanno fatto innamorare.

Bello, lo consiglio.

Anna, 4.VI.2008

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Milano, Teatro Leonardo, dal 22 gennaio al 10 febbraio 2008
di George Tabori

Mein Kampf - di George Tabori

traduzione Umberto Gandini
regia Egisto Marcucci, Elisabetta Courir
con Marcello Bartoli, Dario Cantarelli, Dorotea Aslanidis Teodoro Giuliani, Michela Mocchiutti
scene Graziano Gregori, costumi Carla Teti, suono Hubert Westkemper
produzione Compagnia di Teatro I FRATELLINI, Bartoli-Cantarelli-Marcucci

Stasera sono andata a teatro con la mamma, per una volta ho deciso che avrebbe avuto la precedenza sul resto dei miei impegni e così oggi sono stata con lei. Devo dire che è stato tutt’altro che un sacrificio perché lo spettacolo mi è pure piaciuto!

Saluterò Vasco sabato, abbiamo tutto il tempo per recuperare la mia assenza di questa sera.

Scegliere è sempre stato il mio problema, perché di base tutto quel che faccio merita di esser fatto. O almeno, a me piacerebbe fare tutto… Forse che sto imparando? Piano piano, imparerò anche io come si fa a mettere in ordine le priorità, mi auguro…

E’ in scena ancora per un po’, se vi capita secondo me merita.

Anna, 22.I.2008

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Novecento

Talvolta per concordar di vedersi ci vuole un certo impegno, non si trova mai il momento adatto, è sempre un inseguirsi senza riuscire ad acchiapparsi. Altre volte basta un attimo, una decisione presa su due piedi, un dire semplicemente… vengo con voi.

Serata al Teatro Libero. Novecento, di Baricco, con Anna e Lorenzo.
Erano settimane che non ci vedevamo. Finalmente.
La pancia di Anna è cresciuta per bene, lei ha il viso disteso di una mamma in attesa, la vedo serena e contenta, a volte preoccupata, a volte spensierata. Lorenzo accarezza con tenerezza i movimenti di una bimbetta che pare faccia ogni tanto capolino. Per me ora si chiama Agnese, chissà come si chiamerà quando strillerà al mondo che è arrivata.

Di nuovo Einaudi di sottofondo, mentre metto a posto il delirio di casa.
Di nuovo un pianoforte a farmi compagnia. Come questa sera, a teatro, immaginando la magia di una musica ineffabile che scivola sulle onde dell’oceano e sulla vita delle persone.
Sono ricorrenti in questi ultimi mesi l’immagine e il suono di un piano…

A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’é una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più?
da Novecento, di Alessandro Baricco

Quadri

Anna, 16.XII.2007

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